mercoledì 23 maggio 2012

RIF. FIORI DEL BALDO - RIF. TELEGRAFO - SENTIERO NATURA - PRADA

...e mi sono pure messo la crema solare :)! Il gestore del Rif. Telegrafo mi ha detto che sono io che porto sfiga. Cronaca di una domenica bagnata e movimentata.
Tutto comincia col terremoto notturno. Evento tragico che ha sollecitato piccoli e grandi equilibri. Quindi la mattina è stata all'insegna dei ritmi lenti, ma non potevo rinunciare al mio appuntamento con le montagne e quindi: all'attaco!
Parto poco prima di mezzogiorno dalla stazione a valle della Funivia Prada-Costabella. Rinuncio gagliardo all'offerta del biglietto di ritorno e mi faccio portare da funivia e seggiovia alla stazione a monte presso il Rif. Fiori del Baldo.
Tra i due tronconi un incontro dall'alto con una marmotta, chissà se è amica del camoscio visto agli Orti Forestali. Di certo ha capito che gli umani che le passano sopra non rappresentano alcun pericolo e passeggia sul prato tranquilla. 
Guardando verso la cresta la situazione metereologica non è affatto rassicurante e il freddo crescente me lo conferma. Arrivato a fine corsa devo vestirmi con tutto quello che ho e partire a camminare. Il percorso prevede di passare dal Rif. Chierego, dove evito di arrivare tramite la scorciatoia diretta dal Rif. Fiori del Baldo, per poi fare la cresta di Costabella. Obiettivo: panorama e stelle alpine (rigorosamente da guardare!). Prendo la cresta, il vento tira che è un piacere e la foto della panoramicissima Cima di Costabella mi evita di spendere inutili parole sul primo obiettivo. Anche le stelle alpine non ci sono, ma a giudicare dai fiori prossimi a sbocciare, fra 10 giorni qui sarà un paradiso.
Eh vabbeh, me ne faccio una ragione, quest'anno gira così, scendo dalla cresta per arrivare alla Bocchetta del Coal Santo. Le nuvole non mi permettono di orientarmi facilmente, quindi seguo un dosso, ma mi sta portando troppo indietro, taglio e devio verso la cresta che scende e arrivo all'avvallamento dove parte la strada verso il Passo del Camino.
Cavoli se tira! Ma prendo il ritmo giusto per tenere in armonia respiro e sforzo e ci arrivo. C'è un po' di neve e comincio a farmi le mie solite pippe da controllo. Chissà se ci sarà neve sul sentiero che porta al Telegrafo, l'anno scorso avevo dovuto fare un paio di passaggi per niente simpatici.
Tanto che ci posso fare, mi porrò il problema quando me li troverò davanti. E infatti il sentiero corre bello libero fino a salire al dosso che porta o a Cima Telegrafo, digressione inutile con questo tempo, o al Rif. Barana dove mi reco.
C'è troppo freddo e rinuncio al pranzo al sacco lungo il sentiero per entrare e mangiare un piatto caldo. Chiedo indicazioni al gestore per il Sentiero Natura, strada che voglio percorrere per arrivare alla stazione intermedia della funivia. Mi rassicura sullo stato del sentiero anche se mi spaventa con un tempo di percorrenza di 2,5- 3 ore.
Il peggioramento repentino del tempo mi induce ad accellerare i tempi della sosta. Mi rivesto con configurazione 'ciaspolada invernale',  apro la porta ed esco per prendere il sentiero in discesa. L'accoglienza esterna è pioggia ghiacciata in faccia. Niente male! Prendo il sentiero che scende nel circo morenico del Telegrafo.
Devo scendere a destra e poi risalire il costone opposto. Il gestore mi ha detto dove girare. Sono sceso parecchio e velocemente. 
Vedo il Telegrafo là in alto e il sentiero che devo prendere. Ad un tornante una traccia va a sinistra. Non c'è la tabella che il gestore mi aveva detto, forse taglia, entro in una valletta, attraverso dei mughi, la traccia è  sempre meno visibile. Il percorso comincia a farsi meno facile, passo in mezzo agli alberi, comincio a camminare sulla roccia calcarea, qualche dubbio mi assale, intanto sono sceso ancora, e infine, un bel salto di roccia di 20-25 m. Eh no! Questa non è la strada cavoli!
Questa è la montagna! E' formativa proprio per questo! Adesso mille pensieri mi assalgono, mille opzioni: torno su? scendo a Castelletto di Brenzone e prendo un taxi per Prada? Quanta energia mi ha tolto prendere questo sentiero? Ho deciso, devo rileggere 'Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita' di Giacobbe. Intanto pensiamo a venire fuori da questo casino, scivolare o sbilanciarsi è un attimo. Ripercorro la strada da dove sono venuto, ho resina dappertutto ma pazienza e arrivo al tornatino. Maledetta pigrizia, bastava tirare fuori la cartina e avrei capito che quello giusto dove deviare era quello sotto, dove infatti intravedo anche la tabella.
Gli scenari apocalittici di poco prima scompaiono, devo solo continuare per la strada che ho programmato. Sono preoccupato per la tenuta fisica, se ha ragione il gestore e sono 3 ore, ho perso tempo, rischio di arrivare alla stazione intermedia a funivia chiusa e sarà circa un'altra ora per arrivare all'auto.
Tanto non ci posso fare niente. Ho deciso cosa fare e adesso si tratta solo di attingere alle energie che ho. Prendo il sentiero che mi porta sotto il costone. Mi animo di pensieri positivi, quelli che danno la carica, uso quello che ho per recuperare energia fisica, bevo l'integratore dalla borraccia e arrivo sotto alla salita, che tira proprio tanto.
Prendo fiato e decido la strategia, non mi posso permettere di arriva su sfiancato, vorrebbe dire trascinarsi per il resto del tragitto ed alta probabilità di crampi. Quindi salgo piano piano e mi fermo ogni qualvolta sento che rischio di andare in debito di ossigeno. Arrivo su come meglio non avrei potuto pensare. E mi si apre uno scenario meraviglioso sul Lago di Garda.
Aveva ragione il gestore, con il bel tempo questo sentiero è una vera chicca!
Adesso prendo il ritmo subito, è una goduria. Mi sento proprio bene. E via! Percorro questo meraviglioso sentiero in costa che mi porta, sempre in leggera discesa, a Malga Prada, stazione intermedia della funivia. Mi chiedo: scendo con la funivia o a piedi? Faccio la curva del sentiero e il problema è risolto: vento e pioggia hanno consigliato di chiudere la funivia.
Scendo a piedi sotto i piloni, cerco di fare un sentiero regolare e veloce optando via via per sentierini o forestali a seconda di quello che mi viene d'istinto.
Non ho mai guardato l'ora! Questa è una bella conquista! Arrivo all'auto. Nel parcheggio c'è solo la mia e quella di 3 amici che stanno praticamente andando via!
Adesso guardo l'orologio. Il gestore è stato esagerato coi tempi. C'ho messo 3 ore, ma a scendere a Prada e con la sventurata variante.
Adoro la montagna! La adoro per come mi fa sentire piccolo! Per come ogni volta decide lei e io devo solo tirare fuori il meglio!


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