lunedì 26 marzo 2012

RIF. REVOLTO - PASSO PERTICA - PASSO MALERA

Finalmente! Avevo proprio voglia di farmi una bella scarpinata in montagna, ed ho optato per un giro da mezza giornata, non particolarmente impegnativo, che avesse come ambiente il Carega.
Il passaggio all'ora legale ha contribuito allo stile dell'evento che inizia alle 10 dal Rifugio Revolto.


Non mi faccio sfiorare dalla tentazione di passare per il piazzale del rifugio e rendere la scorciatoia che sale a fianco della chiesetta, preferisco la più graduale strada forestale sterrata che inizia dopo la nota sbarra che ne impedisce il traffico.
L'aria è fresca e cerco il mio ritmo. Incontro subito il bivio col sentiero che sale diretto al Passo Malera,ma la mia direzione è un'altra e ci ripasserò al ritorno.

Arrivo in vista della croce di Don Mercante, da dove si vede anche il Passo Pertica mia prossima meta. Sono contento, la gamba è quella giusta, ancora nessuna tentazione per la seconda parte della scorciatoia che sale dal Revolto. Continuo lungo la forestale e arrivo al Passo Pertica con l'omonimo Rifugio.Benedetta sostiene che quando Romeo (il gestore del rifugio) la vede salire, lo sposta appositamente per rendere più difficile l'avvicinarsi! Mi fermo e mi guardo attorno. Poche persone sul piazzale, non entro perchè non voglio fermarmi, anche se la tentazione dei Zaletti è molto più forte di quella delle scorciatoie (e segreta visto che la moglie di Romeo ritiene la ricetta una proprietà intellettuale!) Sguardo verso la Val di Ronchi
e poi verso il sentiero che va al Passo Malera. Scendono in due con un cane, abbigliamento mimetico e binocolo. Il sentiero è neve ghiacciata. Chiedo info e mi rassicurano. Ok riparto!
E' veramente ghiaccio e i primi passi sono incerti sotto lo sguardo di una famigliola appena arrivata. Il papà ne approfitta per una rapida lezione sulla sicurezza in montagna ('troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante' L. Battisti) ma salgo. 5 minuti di salita intensa per arrivare al ponticello e poi prendere il sentiero di 'cresta'. Penso a mio cognato Daniele. Con il suo amico Michele hanno fatto lo stesso percorso all'inverso, ma stracarico di neve. Ribadisco: mia figlia a camminare con quell'incosciente  MAI! :-)
Il sentiero adesso procede in falsopiano e poi diventa discesa. E' carino, in mezzo al bosco, riprendo il ritmo intenso. Il tempo ormai è variabile e alterna momenti di sole e caldo a nuvoloso e ventilato. Arrivo al bivio con il sentiero che scenderebbe direttamente al punto della forestale che ho passato prima. Procedo e incontro qualcuno che andrà a pranzare al Pertica. Ci salutiamo come è giusto che sia e adesso parte la salita al Passo Malera con altri incontri in cui si alternano descrizioni apocalittiche sullo stato del sentiero a saggezza navigata ('basta andare pianin e stare attenti!). Lascio sulla sinistra il bivio per il Rif. Boschetto e il Baito Mandriello. In effetti l'ultimo tratto è giusto giusto da stare attenti, magari facendo un po' di fuoripista, ma ormai il Passo Malera (m. 1722) è li!
Lo oltrepasso e si apre la vista su Castel Malera.Poca gente in giro. Adesso il tempo non aiuta. Mi fermo per una meritata pausa di qualche minuto. E poi si riparte. Ripercorro a ritroso e ripasso sopra il nevischio delle prime curve di sentiero, cercando i passi più adatti ad evitare voli fuori programma. Mi viene in mente il Maestro Oogway di Kung Fu Panda 'Ci si imbatte con il proprio destino sulla strada intrapresa per evitarlo'. Ma per fortuna riguarderà qualcos'altro della mia vita. Ripasso dal bivio per il Rif. Boschetto e Baito Mandriello e prendo il ritmo, supero di slancio una salitina e poi giù a scendere fino al bivio con il sentiero che arriva dal Passo Pertica, da dove sono venuto.
Stavolta prendo il sentiero a destra. Noto che sotto le foglie c'è qualcosina di ghiacciato. Starò attento. Incontro una coppia che sale direttamente al Malera. E finalmente arrivo alla strada forestale. Svolta a destra e subito il sentiero riparte a scendere sul lato sinistro.
Ormai il si vede il tetto del rifugio, faccio due tornanti e poi decido di andare dritto verso la chiesetta. Una preghiera per il rimprovero che mi merito, io e Lui sappiamo il perchè, e un pensiero commosso a mamma e papà, qui si dovevano sposare! Ci hanno rinunciato per motivi burocratici e hanno deciso di tenere tutta la creatività per i nomi dei figli.
Da qui scendo dritto giù al rifugio. Quasi per esorcizzarlo salto dal muretto da cui 36 anni fa caddi, rimanendo senza respiro per qualche secondo. E poi all'auto! Il risotto col tastasale mi attende, con l'idea di Domenica che si porta dietro!


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