lunedì 18 giugno 2012

RIF. GRAZIANI - MONTE ALTISSIMO

Finalmente la montagna col sole! Una salita semplice ma che ha tante cose da insegnare e che porta in uno dei più bei punti panoramici sul Lago di  Garda.
L'altra volta, a Novembre, avevo scoperto il trucco. Un parcheggio lungo lo sterrato che passava dietro al rifugio, sconosciuto ai più, evita la sosta quasi sempre in mezzo alla strada coi conseguenti pericoli.
E' qui, dal Rif. Graziani (m. 1620), che parte la mia ascesa al Monte Altissimo (m. 2079). Metto, con un po' di trepidazione la crema solare, ma per cambiare la giornata calda probabilmente servirebbe ben altro. Zainetto idrico sulle spalle e parto.
Ricordo perfettamente come mi abbia tagliato le gambe la prima salita ,che avevo preso con un po' di allegria nella precedente occasione. Quindi sto ben attento a non esagerare. Passo sopra al Rifugio Graziani con vista sul Monte Baldo e questo panorama si alterna con la parte di Brentonico e Val d'Adige in fondo, coperta dalla foschia.
Come riferimento metto nel mirino una coppia che sta salendo in mountain bike. Lei sta facendo veramente tanta fatica, spingendo la bici a mano e lui prova a tenere la pendenza della strada, ma lo sforzo non è da meno. Sta di fatto che io salgo più veloce di loro e mi chiedo che soddisfazione stiano provando. Mi risponderò il giorno dopo nel giro Punta San Vigilio - Crero in mountain bike.
La scelta del ritmo è stata assolutamente corretta. Se ricordo bene le sensazioni dell'altra volta, non c'è paragone col benessere che provo oggi. Praticamente non ci sono soste, semplicemente attenzione a gestire il corretto ritmo in modo da non andare in difficoltà. Finisce la prima parte del percorso e arrivo sotto alla serpentina finale.
Ormai ho raggiunto la coppia che al primo tornate si ferma a ristorarsi. Non li rivedrò più (cavoli inquietante scritta così :) ). E ricomincio la salita che con gradualità mi porta verso la cima. Vengo superato da un mbiker, notevole la sua progressione, gli invidio la capacità di scegliere le traiettorie corrette per sfruttare al massimo il grip delle ruote.
Supero una coppia di anziani che stanno discutendo animatamente. Non è da poco avere ancora il fiato per discutere. Ricordo Nives Meroi in 'Sulle tracce di Nives' (Erri de Luca - Mondadori), quando dice che con suo marito Romano è riuscita a litigare fino a 7200m., poi manca l'ossigeno! E, se ce ne fosse bisogno, mi ridico quanto lontano voglio stare da quelle estenuanti discussioni che mortificano l'anima.
Il Rifugio Graziani è li, pieno di gente che prende il sole o che mangia sui tavoloni di legno. A testimonianza di quanto stia bene, neanche mi fermo, salgo subito in cima all'Altissimo. Stavolta ho voglia di verificare il tempo impiegato. Arrivo in cima e sono 460 m. di dislivello in 1 ora. A Novembre 1 ora e mezza, beh qualcosa vorrà dire! 
Ma la cima non è il punto panoramico migliore, proseguo verso ovest per arrivare allo stupendo balcone sul Lago.
Da qui all'Osservatorio, uno stupendo cerchio di pietra dove si viene orientati via via verso le cime all'orizzonte.
E da li giù alla chiesetta.
Le parole 'Altissimo onnipotente bon Signore...' risuonano naturalmente e mi fermo in preghiera. 
Ritorno al Rifugio Graziani, non mi fermo neanche e mi butto giù. E' quasi letterale, perchè faccio solo scorciatoie e il riscontro sulla fermezza del piede è quella che mi attendevo. 
E' qui che mi arrabbio. Mi ricordo che, circa a metà strada, avevo notato in passato un sentiero in prossimità di un tornate che portava ad una piccola grotta con una Madonnina. Mi arrabbio per non averlo notato in salita, non è così che voglio camminare. Ci arrivo e la digressione 'ferrata' e il saluto devoto sono d'obbligo.
Riprendo la strada e in 30 minuti arrivo all'auto. E con soddisfazione torno a casa, mi attende una gran serata ad ammirare la più brava ballerina del mondo: mia figlia!

Nessun commento:

Posta un commento