diṡintossicare v. tr. [comp. di dis-1 e intossicare] (io diṡintòssico, tu diṡintòssichi, ecc.). – Liberare da ciò che intossica: d. l’organismo dalle tossine; come rifl. e intr. pron., disintossicarsi, eliminare dall’organismo le sostanze tossiche o nocive:disintossicarsi dal fumo, dall’uso dell’alcol. In usi fig.: d. un ambiente, un organismo sociale o politico, liberandolo da influenze nocive; d. l’opinione pubblica, dagli effetti di una propaganda deleteria, o sim.
Gli elementi che contraddistinguono una dipendenza sono:
1. uno stato di insoddisfazione psicologica perdurante;
2. l'uso di una sostanza;
3. la percezione di attenuazione totale o parziale dell'insoddisfazione psicologica;
4. il sopravvenire di alterazioni fisiologiche all'attenuarsi dell'effetto della sostanza;
5. malessere psicofisico crescente all'aumentare del tempo di astinenza;
6. la soddisfazione del malessere da astinenza fa passare in secondo piano lo stato di insoddisfazione psicologica che ha generato il fenomeno.
Lo stato italiano è un tossicodipendente:
1. vive uno stato di insoddisfazione perdurante perchè da tutti i versanti sociali si riversa nel 'pubblico' la soddisfazione dei bisogni della collettività;
2. le istanze, accolte ai fini elettorali, vengono soddisfatte usando la 'sostanza' tasse;
3. l'uso di denaro proveniente dalla collettività porta alla breve e illusoria percezione di aver soddisfatto il bisogno, e - soprattutto - conferiscono a soggetti politici e classe dirigente pubblica una posizione di potere, col pericolo che verrà utilizzata per trarne interessi personali visto che non devono rispondere ad un mercato razionale;
4. quando le condizioni socio-economiche non permettono il protarsi di questo processo, il sistema entra in crisi di astinenza, perchè nessuna parte sociale attenua le proprie istanze e soprattutto la classe dirigente pubblica tende a conservare le posizioni di potere;
5. il malessere è evidenziato da scioperi e attività di lobby diffusa che mirano ad annacquare qualsiasi tipo di provvedimento di razionalizzazione della spesa;
6. il desiderio di conservare la propria rendita di posizione fa passare in secondo piano la genesi delle istanze da soddisfare.
Ogni tentativo di disintossicazione da dipendenza passa attraverso due leve:
1. il rafforzamento della personalità del soggetto in modo che possa gestire e convivere con lo stato di di insoddisfazione;
2. la graduale riduzione dall'uso di sostanze pagliative.
E quindi come veniamo fuori da questa crisi?
1. riducendo le istanze che vengono riversate sulla struttura pubblica. Solo così si ridurrà la spesa. Questo può avvenire attraverso l'applicazione del principio di SUSSIDIARIETA'. Dice che il livello pubblico farà solo quello che non è possibile delegare al privato, e che il livello pubblico superiore farà solo quello che non è possibile fare al livello inferiore. E' un principio responsabile e liberale, alternativo al deresponsabilizzante e socialdemocratico: abbiamo un problema lo deve risolvere lo stato!
2. riducendo l'uso delle sostanze cioè delle tasse, perchè solo così il corpo statale dovrà fare i conti con equilibri diversi. E quindi, come ho già avuto modo di dire, non bisogna stabilire il principio del bilancio in pareggio, che fa solo un rapporto droga-peso del corpo, ma bisogna dare un limite massimo di prelievo fiscale!
Oggi da più parti si chiede allo Stato di indebitarsi per rilanciare l'economia. Non condivido questo approccio. Diamo ancora droga al tossico, così arriveremo a domani, e domani lo potremmo curare. E intanto facciamo aumentare la dipendenza del suo corpo.
Cosa sarà mai questo indebitamento se non più interessi da pagare e più tasse per gli italiani? Se non più potere per una classe dirigente che così tenderà a difendere le proprie rendite di posizione?
E chi deciderà cosa è giusto fare con queste risorse straordinarie? I politici? I tecnici? E a quale titolo salveranno aziende e ne abbandoneranno altre? Le crisi si superano perchè si ha il coraggio di razionalizzare il sistema, di riposizionarsi in un punto di equilibrio diverso. E perchè si ammette il vero problema: è il sistema Italia che non è più competitivo e questo lo ha deciso il mercato, mica il DPEF. Lavoriamo sull'approccio al mercato e lasciamolo fare a chi lo fa ogni giorno, possibilmente levando qualche zavorra per provare a viaggiare un po' più spediti.
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