Niente foto. Il mio Blackberry è rimasto per 2 ore in bella vista nell'auto parcheggiata.
Dopo una giornata di lavoro cominciata presto, riesco ad arrivare a Peschiera prima delle 18. Parcheggio dopo il casello autostradale, passati i sottopassaggi ferroviari e autostradali.
Dopo una giornata di lavoro cominciata presto, riesco ad arrivare a Peschiera prima delle 18. Parcheggio dopo il casello autostradale, passati i sottopassaggi ferroviari e autostradali.
Preparativi abbastanza veloci e si parte. Torno indietro ripassando sotto i ponti e arrivo alla ciclabile del Mincio. Non c'è molta gente, invidio un po' quelli in canoa e si pedala benissimo. Percorro un po' di strada gustandomi la situazione fino ad arrivare in corrispondenza di Salionze.
Prendo un sentierino sulla sinistra che porta in centro paese. Ne conosco la pendenza e sto attento a non esagerare con l'allegria.
In centro mi dirigo verso sud superando un semaforo e, appena fuori, svolto a destra per un tratturo. Mi accorgo che, pur lavorando in agilità, spingo sempre rapporti lunghi e lavoro sotto soglia aerobica. Buon segno!
Lo sterrato mi porta a passare tra un agriturismo e un campeggio e ad arrivare nei pressi di una casa colonica. L'impressione è proprio quella di entrare in cortile e francamente non vorrei accoglienze strane. Mi fermo, vedo passare un signore e chiedo il permesso di attraversare. Probabilmente stupito dall'attenzione, mi dice che non c'è alcun problema e che, tra l'altro, quella strada sarebbe suolo pubblico. Vado oltre e lo sterrato comincia a scendere riallacciandosi alla strada asfaltata che porta verso Monzambano.
Ci arrivo oltrepassando il Mincio e salendo fio al monumento ai Caduti, dove lascio la strada principale per la ciclabile per Mantova prima e ancora asfalto dopo.
Comincio a vedere all'orizzonte il castello di Valeggio. Che posti stupendi!
L'asfalto si alterna a sterrato, ci sono case bellissime, stanno mettendo in crisi il mio sogno di un rifugio di relax a Cavaion.
Arrivo al ponte Visconteo. Lo attraverso in bici e da li ammiro la vista su Borghetto. Che nervi non avere il cellulare e poter fare foto.
Alla fine del ponte la strada sale a Valeggio. Ho un leggero sussulto quando un signore anziano, su bici da donna, mi supera. Così male sono messo? E invece guardando meglio è una bici elettrica. Mi sembrava troppo agile la pedalata.
Arrivati alla fine della salita sbaglio la via del Castello, ma riprendo subito la retta via. Che delusione: è chiuso! Ci sono solo due adolescenti appartati, che decido di lasciare alle loro tenerezze e prendo un sentierino che porta dal castello a Borghetto. E' fatto di gradoni di cemento, lo provo in bici ma non mi sento sicuro, scendo e proseguo a piedi fino alla fine. Come ho già avuto modo dire 'Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante'. Qualche volta mi gusterò un bel volo per aver provato ad andare oltre al limite? Fa più male la botta quando cadi o la consapevolezza di non aver osato?
Attraverso Borghetto, stupendo come sempre e riprendo la ciclabile del Mincio verso Monzambano. Scelgo probabilmente la strada meno scorrevole, quella esterna, ma tant'è...e arrivo al ponte di Monzambano, lo attraverso e riprendo la ciclabile sull'altra sponda, incrocio persone che corrono a piedi o coi roller, e arrivo al ponte della diga. Mi ricordo quando la prima volta lo trovai chiuso e dovetti scavalcare il cancello, bici compresa :).
Passo dalla centrale, e dopo poco abbandono la strada asfaltata per uno sterrato in salita parallelo alla strada che mi porta sotto a Ponti sul Mincio. Ancora asfalto, salitina, sterrato, passo a fianco di due ragazze che mi immagino intente a chiaccherare sui loro sogni, e Peschiera si avvicina.
Sono al capitello di località Zanina, il Mincio è li sotto, ci scendo attraverso un tratturo e ormai affianco il corso d'acqua fino alle mura di Peschiera, un sentierino mi fa salire a Porta Brescia. Ci entro e la percorro fino a Piazza delle Armi, uscendo a Porta Verona e il parcheggio ormai è li.
2 ore di mountain bike e tanto benessere. Avanti tutta!
Comincio a vedere all'orizzonte il castello di Valeggio. Che posti stupendi!
L'asfalto si alterna a sterrato, ci sono case bellissime, stanno mettendo in crisi il mio sogno di un rifugio di relax a Cavaion.
Arrivo al ponte Visconteo. Lo attraverso in bici e da li ammiro la vista su Borghetto. Che nervi non avere il cellulare e poter fare foto.
Alla fine del ponte la strada sale a Valeggio. Ho un leggero sussulto quando un signore anziano, su bici da donna, mi supera. Così male sono messo? E invece guardando meglio è una bici elettrica. Mi sembrava troppo agile la pedalata.
Arrivati alla fine della salita sbaglio la via del Castello, ma riprendo subito la retta via. Che delusione: è chiuso! Ci sono solo due adolescenti appartati, che decido di lasciare alle loro tenerezze e prendo un sentierino che porta dal castello a Borghetto. E' fatto di gradoni di cemento, lo provo in bici ma non mi sento sicuro, scendo e proseguo a piedi fino alla fine. Come ho già avuto modo dire 'Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante'. Qualche volta mi gusterò un bel volo per aver provato ad andare oltre al limite? Fa più male la botta quando cadi o la consapevolezza di non aver osato?
Attraverso Borghetto, stupendo come sempre e riprendo la ciclabile del Mincio verso Monzambano. Scelgo probabilmente la strada meno scorrevole, quella esterna, ma tant'è...e arrivo al ponte di Monzambano, lo attraverso e riprendo la ciclabile sull'altra sponda, incrocio persone che corrono a piedi o coi roller, e arrivo al ponte della diga. Mi ricordo quando la prima volta lo trovai chiuso e dovetti scavalcare il cancello, bici compresa :).
Passo dalla centrale, e dopo poco abbandono la strada asfaltata per uno sterrato in salita parallelo alla strada che mi porta sotto a Ponti sul Mincio. Ancora asfalto, salitina, sterrato, passo a fianco di due ragazze che mi immagino intente a chiaccherare sui loro sogni, e Peschiera si avvicina.
Sono al capitello di località Zanina, il Mincio è li sotto, ci scendo attraverso un tratturo e ormai affianco il corso d'acqua fino alle mura di Peschiera, un sentierino mi fa salire a Porta Brescia. Ci entro e la percorro fino a Piazza delle Armi, uscendo a Porta Verona e il parcheggio ormai è li.
2 ore di mountain bike e tanto benessere. Avanti tutta!
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