lunedì 30 aprile 2012

DOVE FAREMO LA NOSTRA TANA OGGI?

"Solo molto più tardi, quando anch'io avevo percorso tutti i continenti, mi resi conto che l'avventura non consiste in paesi lontani o nell'altezza delle cime, ma solo e unicamente nella disponibilità a lasciare il focolare domestico in cambio di un precario accampamento" Reinhold Messner (La libertà di andare dove voglio)


Cambiamento e la resistenza che porta con sè. Che tema affascinante e contemporaneamente difficile da approfondire. Ci chiama in ballo così intimamente che sono certo modellerei il mio pensiero in modo da evitare di  mettermi troppo in discussione.
Ma c'è un aspetto del processo di cambiamento che ultimamente attira il mio interesse, ed è lo stato d'animo che lo accompagna. In particolar modo quella leggera chiusura di stomaco che ti fa percepire come tu sia di fronte ad un passaggio chiave.
Per un attimo la mia razionalità mi dice che è sana prudenza. In fondo il bravo alpinista sa che deve avere un po' di timore per portare a casa la pelle. A volte, diceva papà Loris, bisogna saper tornare indietro.
Ancora lei, la razionalità, mi dice che è un'opportuno freno a mano che da gradualità. Così eviti di fare il passo più lungo della gamba.
In fondo ha ragione il mio amico Delfo nel post '...di ritorno da Changsha...'(http://madovehailatesta.blogspot.it/): è paura! Paura di dissolversi nel tutto, vertigine, paura di morire. Ed essere disposti a morire non è facile, neanche quando la garanzia di resurrezione ti arriva da fonte autorevole. Richiamo sempre Delfo, a volte è meglio guardare il mondo dal buco della serratura, essere 'nella normalita' dei cosiddetti "sani di mente". I quali, appunto, non scopriranno mai null'altro che cose cosiddette "normali" e si accontenteranno di esse, convincendosi di gioirne.'
E alla fine devi decidere. Perchè quel mal di pancia fa una discreta compagnia. Ti fa sembrare un avventuriero dandoti l'illusione del prossimo cambiamento e dall'altra parte ti evita il lutto dell'allontanarti dal focolare domestico.
E mi torna in mente Mowgli piangente 'io non so più cosa so...non vorrei andare ma sono trascinato da tutti e due i piedi'. Che sensazione stupenda. E Kaa risponde: 'Quando il miele è stato mangiato abbandoniamo l'alveare vuoto. Una volta liberateci dalla vecchia pelle non possiamo tornare di nuovo a penetrarvi. E' la legge.'..' E' dura spogliarsi della pelle disse Kaa...le stelle si fanno più rare, disse Fratel Bigio, fiutando il vento dell'alba. Dove faremo la nostra tana oggi? Perchè d'ora in poi seguiremo nuove tracce.' (R. Kipling 'Il libro della giungla')

Nessun commento:

Posta un commento