Il punto di partenza è il parcheggio del cimitero di Sarego. Appena sopra la chiesetta e con l'immancabile vialetto di cipressi. La vista sulla sottostante pianura è carina.
Ed è subito salita, come mi hanno abituato questi percorsi sui Berici. La strada asfaltata (Via Crosetta) si snoda tra cancelli di ville veramente belle e ad un certo punto piega a sinistra.
Passo a fianco ad una trattoria (Trattoria Leonicena) non più in attività e continuo su sterrato. Sale sempre, ma dolcemente, e in parte in ombra. Quando la strada spiana, arrivo in prossimità di una chiesetta (Beata Vergine Addolorata) , giro a destra per qualche centinaia di metri, per poi svoltare a sinistra su asfalto che diventa sterrato (Via Rocchetta). E' una splendida discesa che mi porta a Ca' Ghetto dove incrocio Via Castelletto.Mi godo un po' del panorama verso Lonigo e poi salgo verso Castelletto, prima in falsopiano e poi con qualche salita impegnativa.
Arrivato alla meta vengo rincorso da due cagnolini che, prima mi spaventano, e poi spavento a mia volta, urlando qualche imprecazione.Adesso procedo su sterrato, ancora impegnativo. Mi ricorda molto la salita da Crero ad Albisano.
E nel bel mezzo dello sforzo mi telefona Benedetta. Questa volta interrompere la pedalata è un piacere doppio.
Riprendo, e la strada poco dopo si spiana e diventa asfaltata (Via Fontana Grande). Incrociando una strada più importante (di nuovo Via Grotte) giro a sinistra, in discesa veloce fino all'incrocio della Busa della Geretta. Qui ancora a sinistra su un dritto saliscendi modello Route 66 (Via Monte Coco).
Alla fine di questo rettilineo dovrei girare a destra per sterrato e vigne, ma la strada è chiusa e indicata come proprietà privata.La cosa non mi convince molto, anche se lo stesso Comune di Sarego segnala il percorso nel proprio sito. Preferisco tornare indietro all'incrocio e andare dritto.
La strada è tutta in discesa e farla spingendo il più possibile è una goduria. Ad un certo punto raggiungo un ciclista da strada, gli sto un po' in scia, mi aspetto che prenda ritmo, ma non accade e lo supero.
Lo faccio da presuntuoso, compiacendomi della forma che cresce. Supero in velocità una S e poi due tornati e....ma come? Sono arrivato in Via Scaranto a Lonigo. Che furbo...
Ero troppo occupato a guardarmi invece che guardare a quello che stavo facendo, e ho oltrepassato il punto dove dovevo svoltare a destra. E per di più sono arrivato dove, nel percorso Lonigo-Alonte, avevo incontrato il ciclista 'grillo parlante'. Ci mancherebbe solo di ritrovarmelo davanti, in fondo sarebbe la giusta punizione per la mia boria.
Come allora, devo risalire la strada e ingoiare il passaggio del ciclista che avevo superato, fino a Via Ca' Longhe, che imbocco in sterrato e percorro tutta, incontrando dei mbiker in salita. Poi, più ad istinto che con la consapevolezza di dove sto andando, mi ricollego alla strada dell'andata, ritrovo la trattoria 'abbandonata' e il parcheggio del cimitero.
Prima di cena mi aspetta un aperitivo in centro a Legnago. Devo muovermi!

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