giovedì 23 agosto 2012

PUEGNAGO SUL GARDA

Un bel giro sulle colline del Garda bresciano, con cancelli che non dovrebbero esserci e finale tragico! Quale? Un po' di suspence non guasta...


La partenza presso il parcheggio del cimitero di Puegnago sul Garda. Luogo del misfatto finale!
Ma quando arrivo penso solo che sono iniziate le mie ferie e tiro fuori la bici dal bagagliaio, mi vesto, e via!.
Mi si presenta subito una salita regolare, impegnativa ma non troppo. Sono in ombra e arrivo abbastanza velocemente ai Laghi di Sovenigo.
Affianco le pozze d'acqua, continuando la mia salita, che dopo un po' finisce e diventa bella discesa verso Colombaro.
Incrocio una strada asfaltata più importante e giro a sinistra verso San Quirico, dove prosegue con un bel falsopiano fino ad una curva a destra, dove lascio l'asfalto per proseguire,  in discesa, su sterrato.
Quando reincontro l'asfalto, giro a destra verso Castrezzone, senza mai entrare in paese, e poi - all'incrocio successivo - ancora per Via Tese su sterrato. Da qui apprezzo la parte rurale con le colline che fanno da contorno.
Dopo aver superato il complesso di Bottenago, ritrovo l'asfalto e giro a destra per arrivare a Carzago Riviera da Via delle Monache.
Al secondo incrocio giro a destra verso Padenghe sul Garda ma resto poco sull'asfalto perchè prendo la strada sterrata che porta al Palazzo Arzaga.
 Qui la situazione diventa comica, perchè - ad un certo punto - trovo la strada sbarrata da un cancello. Sicuramente la guida degli itinerari è datata, e anche il largo uso di Google Earth per preparare i percorsi, non evita situazioni come questa. Suono il campanello. Ad un certo punto si apre. Potrei entrare, ma mi sovviene di dire 'Grazie mille, il mio percorso di mbike passava da qui'. Dall'altra parte una voce preoccupata e  implorante mi dice di non entrare, che non posso entrare nel giardino dell'albergo. Rispondo che devo solo passare, e ancora mi viene risposto che, se vengo trovato dalla sicurezza, lui sarebbe stato oggetto di una lettera di richiamo. Mi fermo, capisco di essere a Palazzo Arzaga (il sito recita Hotel Spa & Golf Resort). Allora chiedo la strada per arrivare al Castello di Drugolo. Non mi convince molto la risposta 'La prima a sinistra e poi sempre dritto ' Sembra un bel modo per liquidarmi e allontanare il pericolo del richiamo. Ma non ho scelta, giro la bici e me ne torno indietro, decidendo di dare fiducia. Giro alla prima a sinistra e infatti mi trovo a costeggiare il campo di golf, arrivando alla provinciale che prendo svoltando a sinistra in modo da continuare il giro perimetrale. Alla rotonda giro ancora a sinistra e poi, finalmente, ritrovo il percorso indicato dalla guida, svoltando a destra su sterrato e in vista del Castello.
Lo tengo sulla mia sinistra e continuo su sterrato fino a quando imbocco a sinistra una strada che viene indicata come chiusa. Altri cartelli poi indicano che la strada è privata e che vige il divieto di fare motocross. Salgo con un po' di timore. Mi immagino già sbranato da cani cattivi.
Del resto che cani potrebbero fare da guardia a ville di cotanta bellezza? Dei cocker?
Appena superata la villa nella foto, la strada comincia a scendere su sterrato. Il fondo via via peggiora, e per un breve tratto sono costretto a farla a piede, arrivando ad un crocicchio, dove non so che strada prendere.
Un 'collega' ciclista sta arrivando, e non trovo soluzione migliore che chiedere a lui, il quale - sentito che devo andare verso Padenghe - mi consiglia vivamente la pista ciclabile che si raggiunge scendendo giù dritto. Corrisponde alle indicazioni della guida. Cosi che io faccio e al primo stop giro a sinistra proprio sulla pista ciclabile. Supero Barcuzzi e Ronchi, giro a sinistra ad un incrocio e tengo sempre la sinistra ad una successiva rotonda, seguendo le indicazioni di Pratello dove arrivo.
Seguendo Via Levrini, esco dal paese e arrivo ad una zona industriale, dove tenendo la sinistra salgo attraverso un single track sterrato che mi porta a passare, poi per asfalto, a fianco di Castelletto.
Arrivo ad uno stop in prossimità di un capitello e giro a sinistra andando a cercare poco più avanti la strada che, salendo verso destra, porta al Lago di Lucone, che raggiungo e supero.
Eccomi finalmente alla pista ciclabile, ultimo tratto. La sbaglio pure ad un bivio e sono costretto a tornare indietro. Ma ormai sento la meta vicina. Arrivo a Puegnago e prendo la salita che mi indica Cimitero-Laghi di Sovenigo.
Sono più di 40 km di mbike e sono felice. Mi sento bene. Arrivo in prossimità dell'auto e mi sovviene un dubbio: ma possibile che abbia lasciato il finestrino aperto? Più mi avvicino e più mi rendo conto di quanto è accaduto. Mi hanno rotto il finestrino e mi hanno rubato la mia valigetta con dentro tutto: pc, blocco notes, appunti...Avrai un back up chiederete...no non ce l'ho, vi rispondo che è più importante quello che farò di quanto ho fatto. Non consentirò a questo/i poveretto di rovinarmi le ferie. Buone ferie a tutti!


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