Delle volte mi capita di pensare 'mai che succeda qualcosa che mi stravolga la vita...' oppure 'mai che la vita prenda il sopravvento...'.
Non è solo una telefonata, è anche un incontro, un evento, qualcosa che non avevi preventivato e che, d'un tratto, spariglia le carte.
Che nella vita ci siano di queste situazioni mi pare pacifico. Un collega che ti richiama dopo tanto tempo. Una persona che si rifà sentire. Una situazione che ormai avevi etichettato in un certo modo, o archiviato, e che d'improvviso fa una virata e ti si ripropone!
Ma perchè tutto questo non succede? Mah...va a saperlo! Diciamo che ho formulato alcune ipotesi.
La prima è che non sta accadendo e basta! O meglio che non sta accadendo in questo periodo, quando - forse - sono più sensibile e attento a coglierne i segnali deboli. Magari in passato è accaduto, e in futuro mi aspetta un fiume in piena di eventi! Quindi, non resta che affidarsi a 'per ogni cosa c'è il suo tempo sotto il cielo'.
La seconda è che succeda, ma io non riesco ad apprezzarlo come tale. Forse perchè penso che la straordinarietà deve ancora venire. Un po' come chi aspetta il principe azzurro e rimane zitella!In questo caso mi verrebbe da dire, se hai scartato tutti gli altri pretendenti vuol dire che non ne valeva la pena.
La terza che non sia aperto ad accogliere la discontinuità. Che in fondo metta giù le carte in modo da avere il risultato della mano garantito. Evitando di lasciare al caso il decidere l'ordine di uscita e gli abbinamenti delle carte stesse.
Mi chiedo: perchè ho bisogno di qualcosa che cambi gli equilibri? Non sono in grado di farlo da solo? Non posso essere io attore del mio cambiamento senza avere bisogno di qualcosa di vigoroso, di cui - in fondo - non sai mai bene gli effetti?
Mi rispondo: non lo so! Forse il cambiamento lo costruirei a mio uso e consumo. Forse spero in un agente di cambiamento che mi metta davanti a prospettive nuove, quelle che i miei occhi non sono in grado di vedere. Ma se non sono in grado di vederle un motivo ci sarà. Hai ragione Leo...adesso - forse - sono seghe mentali!
Intanto mi piace il verbo accogliere. Non ci vedo controindicazioni dentro. Non ho paura di perdere nulla. Intanto gustiamoci questo. Ho la sensazione da un po', che qualcosa stia per accadere.
L hai visto il film into the wild ?
RispondiEliminaSi certo! E...
EliminaIl protagonista fa una scelta radicale di vita alla ricerca della sua felicità.. alla fine però, in punto di morte si rendere conto che La felicità è reale solo quando condivisa".
EliminaLe mie scelte di ogni giorno cerco di basarle su questo principio che ha due cardini fondamentali
- La ricerca della felicità.. SEMPRE!
ma anche qualcuno con cui condividerla!
A presto....
Ecco perche'sei venuto in vacanza con me quest'anno!!!
EliminaMatteo sono d'accordo con te.
EliminaIl nodo sta nella persona. La condivisione non è una cosa banale, tantomeno la presenza giusta che renda questo possibile e pure di stimolo reciproco.
Condividere il bello (e il brutto) è un valore aggiunto.
In attesa di poterlo fare...meglio gustarsi la vita comunque. Magari proprio facendolo 'qualcosa succederà'!
Poi in alcuni casi ci sono atti di generosità, come andare in vacanza con qualcuno troppo pieno del suo interismo.
Ringraziandoti per la citazione suggerisco la seconda ipotesi. Insomma tutte le volte che ti scrivo dovresti apprezzarlo in tutta la sua straordinarieta' e invece rispondi a fatica :))
RispondiEliminaP.S sulle seghe mentali il fatto che tu l'abbia capito da solo e' gia un passo avanti...continua cosi
Sei il mio profeta...posso chiamarti Maestro Oogway?
EliminaChiamami Anonimo
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