Un giro fortemente voluto. Partito alle 20, a causa di una giornata di lavoro che si è protratta più del dovuto, e 'arricchitto' dall'accenno di un temporale estivo prima della partenza. Sarebbe stato obiettivamente troppo.
L'inizio è davanti al campo sportivo di San Vittore. Subito dopo la partenza, prendo la Via dei Molini, risalendo così la valle del Tramigna parallello alla statale e sotto alle colline. Si pedala in un misto asfalto-sterrato, in mezzo alle vigne e in vista del castello di Illasi.
Piccoli strappetti si alternano a falsipiani invitanti. Purtroppo un vigoroso vento contrario mi obbliga ad un rapporto agile e mi impedisce di sviluppare la velocità che vorrei.Arrivo praticamente alle porte di Cazzano di Tramigna, che attraverso. per arrivare all'inizio della salita verso il castello di Illasi, in prossimità della contrada Bennati.
L'ascesa è dolce e non mette in difficoltà. Il panorama sulla valle e sulla pianura veronese allieta la fatica, fino a quando arrivo al Santuario di San Felice, scollinamento tra Cazzano e Illasi. Qui non ho esitazioni nell'imboccare lo sterrato che sale al castello.
Incrocio subito un motociclista da enduro che scende e ricambio quello che penso essere un saluto, vedendolo alzare il braccio sinistro. Scopro dagli altri arrivi in successione, essere invece un segnale convenzionale, per avvisare chi sta dietro di un ostacolo sul quel lato della carreggiata.Intanto la salita si fa impegnativa, non tanto per la pendenza, che cresce, quanto per il fondo particolarmente ghiaioso che non consente traiettorie fluide. Ad un certo punto mi devo fermare per non cadere.
L'occasione è buona per prendere fiato e guardarmi intorno.
Arrivato al castello di Illasi e adesso è tutta discesa. Uno splendido sterrato, a volte asfaltato, che percorre la dorsale, passando sopra a San Colombano e a fianco di Villa Trabucchi.
Non posso spingere la velocità come vorrei.. Il fondo non mi assicura stabilità, in particolar modo nelle curve, ma rimane divertente lo stesso. Supero di slancio le salitine che si presentano e arrivo a Bocchetta Scalucce.
Qui, invece che salire a Colognola ai Colli, scendo lungo il versante est. La discesa è rapida, ma ormai è buio e i passaggi nel bosco meritano molta attenzione.
Arrivo alla strada asfaltata, già percorsa all'andata e, tra la luce dei lampioni, ritorno a San Vittore e all'auto.
L'afa della pianura veronese mi abbraccia, ma spero di portare con me un po' di fresco delle colline.
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