giovedì 20 dicembre 2012

QUANDO MI VIENI A PRENDERE? (DA DENDERMONDE A NEWTON)

24 Gennaio 2009: un ventenne vestito da Joker entra in un asilo di Dendermonde con un coltello di 30 cm. e per 5 minuti accoltella chi gioca e chi dorme. Alla fine una maestra e due bambini morti e 12 feriti.
13 Dicembre 2012 (dopo la notte di S. Lucia): un ventenne con giubbotto antiproiettile e due pistole, entra in una scuola di Newton, comincia a sparare dalle classi dei più piccoli per poi togliersi la vita. 20 bambini morti e 6 adulti.
A ricordare queste tragedie una canzone di Ligabue: Quando mi vieni a prendere. Ogni volta che la sento ha il potere di commuovermi, perchè parla di mia figlia.
Anche con lei bisogna insistere perchè faccia colazione, e da un po' di tempo dice di avere mal di pancia. Come tutti i genitori, il dubbio su quanto ci provi...resta!
Chiede sempre chi la andrà a prendere nel pomeriggio, come chi li accompagnerà all'indomani mattina, per non parlare del conto alla rovescia rispetto ai giorni mancanti al week end.
Probabilmente anche la sua maestra sarà nervosa e qualche volta alzerà la voce. Magari, sarà proprio qualche sua marachella, la goccia che farà traboccare il vaso.
Quello che mi commuove, nella canzone di Ligabue, è il significato che i bambini provano a dare all'uomo nero: una punizione per dare un insegnamento. Con la frase 'fai fermare tutto che ho capito la lezione', c'è - anche in quella tragedia - la voglia di affidarsi agli adulti, chiedendosi se 'ti devo chiedere ancora scusa?'.
Non voglio parlare di queste due stragi. La canzone mi fa riflettere sulle volte in cui sono io a non ricambiare la fiducia di mia figlia. 
Non solo quando non do valore alle sue piccole-grandi cose, ma soprattutto quando non mi rendo conto che lei darà valore alle mie piccole-grandi miserie. Quando cercherà di trovare in esse un senso, avendo bisogno di pensare che il suo papà non può sbagliare.
Il Natale arriva puntuale ad arricchire questa riflessione. E' la festa dei bambini e dell'essere buoni (che non vuol dire essere perfetti!) e, per chi crede, è la festa di un Dio-perfezione che - per amore - ha scelto di manifestarsi in mezzo agli uomini-imperfezione.
Un bel regalo a questo papà, sarebbe la capacità di poter giocare con le proprie miserie assieme a sua figlia, così da regalarle la serenità dell'imperfetto e la gioia di cercare il meglio. Chissà...io ci credo a Babbo Natale!





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