lunedì 3 settembre 2012

LA BASSA VAL SQUARANTO

Sfidando apertamente le intemperie (stavolta dicono si chiami Poppea), ho provato questo percorso in mountain bike. Sarebbe più corretto definirla passeggiata con bici a mano, e incazzatura annessa...
Il punto di partenza è il parcheggio davanti alla Osteria Le Piere a Mizzole.
I soliti 2 minuti in cui, cambiandomi, rischio di essere denunciato per atti osceni in luogo pubblico, e poi prendo la strada che va verso Pigozzo.
Lascio sulla destra la deviazione per Villa Arrighi e prendo Via Villa Poggiani che percorro tutta, passando a fianco ad una Azienda Agricola.
Poco dopo la strada sterrata finisce ed inizia il sentiero e con esso la salita.
Che non mi aspetti un percorso agevole si capisce fin da subito. La traiettoria non è agevole e faccio fatica a trovare il grip.
La strada è un misto tra pietrisco e lastroni di roccia. Quest'ultimi sono poco praticabili a causa della pioggia copiosa caduta in precedenza. Ma procedendo con fatica mi rendo conto che a rendere l'avanzare difficile è soprattutto il terreno. Più salgo, più il sentiero si fa stretto e più diventa fine fine, quasi sabbia.
Lascio immaginare con la pioggia che tipo di fondo si è creato.
Mentre impreco contro un rapporto che salta continuamente, ho un flash: nelle vicinanze dell'Azienda Agricola avevo salutato una persona bardata con tuta, casco e la sua moto da cross a fianco.
Nel frattempo sono sceso. Impossibile andare avanti in bici. Almeno per me! Non riuscivo ad impostare una traiettoria e a procedere con un grip decente.
Le tracce sul terreno sono inequivocabili. Il sentiero (segnato dal Cai!) è una pista da motocross. Praticamente hanno creato un mega solco di arenaria. Non passa molto per avere la conferma: arrivano i motocrossari (espressione con evidente intento dispregiativo!).
Francamente non capisco la mancanza di rispetto. Non so se sia permesso transitare con le moto per i sentieri, di certo non è difficile rendersi conto che, così facendo, si pregiudica l'utilizzo degli stessi da parte di altri.
Il risultato sono 3 km a piedi con bici a mano. Per carità, è attività fisica anche questa, ma frustrante assai!
Ad un certo punto un cartello annuncia che ci sono 'simulazioni tattiche in corso con armi finte'. Una battaglia di softair insomma, e gentilmente avvisano per evitare 'inutili allarmismi' e avendo già 'informato le forze dell'ordine'. Se esce uno vestito e armato da Rambo, rischia che gli tiri dietro la bici dal nervoso che ho!
Poi la pendenza si riduce e il sentiero torna ad essere strada sterrata. Risalgo in sella e comincio a pedalare cercando di ritrovare la calma e la serenità che cerco in questi frangenti. Comincia a piovere. Piovere...diluviare direi. Ci mancava solo questa! Quando arrivo ad incrociare la strada che da Montorio sale a Trezzolano non ho dubbi: giù! Un po' per frustrazione, un po' perchè veramente andare avanti non avrebbe senso. E con questo penso anche di aver messo una croce sopra a questo percorso.
La discesa non è facile. Sto attento a non prendere velocità, scivolare e cadere sarebbe inevitabile. Non supero mai i 30 km/h in modo da riuscire a frenare nelle curve.
Mi bagno come un pulcino e arrivo al punto di partenza. Dopo 1 ora, 7-8 km fatti, di cui metà a piedi. Non può andare sempre bene!




2 commenti:

  1. Che dire, caro Lello? giornate come questa sono un'ottima opportunità per provare a connettersi con il mondo (motocrossari inclusi) in modo diverso. E dopo tutto hai anche fatto un'ora di sana attività fisica in mezzo alla natura. Certo, sicuramente sei partito con aspettative diverse: di qui la delusione e l'incazzatura...mettila sul ridere, fa bene anche questo. Pensa che ieri sera ho fatto una gara di nuoto nel lago e ho "guerreggiato" per venti minuti con un concorrente che lottava con me per la terz'ultima posizione, prima di accorgermi che era un disabile (paraplegico)...ho provato emozioni profonde e sono comunque riuscito ad arrivare davanti a lui, anche se di poco... Questa, prima della gara, non l'avrei proprio mai immaginata...

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  2. ...e del resto, quando si decide di andare su percorsi mai percorsi prima, in "exploring mode", occorre mettere in conto che l'imprevisto fa parte del vissuto dell'esploratore. In quanto tale, ha grande valore...

    ;)

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