mercoledì 27 giugno 2012

CHE SCANDALO IL CORRIERE DELLA SERA!

Apro il sito del Corriere e vedo questo titolo dall'edizione Toscana 'Tragica gita sul Monte Calvana. Un bimbo morto, 60 soccorsi'
Il sottotitolo parlava di bimbi che hanno camminato sotto il sole per ore e, purtroppo, di un bimbo morto per arresto cardiaco.

Vado a vedere il link del titolo e cosa scopro?http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/26-giugno-2012/bimbi-scout-disidratati-stremati-soccorsi-monte-grave--201770036529.shtml Secondo questo link, i bimbi dovevano essere scout. Insomma, qualche pazzo di capo scout aveva fatto fare delle marce forzate a dei bimbi, che erano stati soccorsi dall'elicottero perchè impossibilitati a continuare, causando la morte di uno di loro.
Poi vai a leggere l'articolo e scopri che:
1. i bimbi non erano scout ma di un Gruppo Estivo parrocchiale;
2. facevano quella gita ogni anno e non era mai successo niente. Al massimo la calura era superiore;
3. sono stati soccorsi perchè emotivamente provati dalla tragedia e, come dichiarato dal Comandante dei Vigili del Fuoco: 'Stanno tutti bene, hanno sofferto un po' di caldo e un po' di sete'.

Il giorno dopo, il comprensibile dolore dei familiari che non si capacitano della tragedia e la caccia al colpevole che continua, stavolta ricercandolo nel classico ritardo dei soccorsi.
Non si può che essere addolorati per quanto successo. Sembra tanto che il caldo abbia provocato il malessere di quel bambino, causandone successivamente il decesso.
Mi vorrei soffermare su uno degli effetti di quanto è successo: far passare la voglia di fare attività con bambini e ragazzi.
Per esperienza posso dire che il rischio, quando porti qualcuno in montagna, è dietro l'angolo. Anche prudenza e perizia non ti mettono al riparo da variabili che non puoi controllare.
Nell'articolo non se ne fa cenno, ma esisterà sicuramente una responsabilità oggettiva del rappresentante legale di quel gruppo (il parroco?) e di tutti i maggiorenni presenti con ruolo di responsabilità. Sappiamo noi capiscout veronesi quanto basti il ricordo della tragedia come pena.
E' scandaloso che si sparino titoli, in modo da descrivere una tragedia vera, diversa da quella che è stata. Ne vale la pena per qualche copia in più, aver esposto al pubblico ludibrio volontari, senza che fosse provata leggerezza o superficialità da parte loro?



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